Quali cambiamenti ci aspettano dopo la pandemia?

Ecco alcune riflessioni sui cambiamenti attesi dopo il covid-19

Gordon Lichfield, direttore di MIT Technology Review (il magazine della prestigiosa università americana) ha pubblicato un articolo dedicato ai cambiamenti nella vita personale e nel mondo del business.

Egli sostiene che la pandemia ci costringerà a cambiare radicalmente quasi tutto quello che facciamo: come lavoriamo, facciamo esercizio fisico, socializziamo, facciamo shopping, gestiamo la nostra salute, educhiamo i nostri figli, ci prendiamo cura dei nostri familiari.

La maggior parte di noi probabilmente non ha ancora capito, anche se dovrà farlo presto, che le cose non torneranno alla normalità dopo qualche settimana, o addirittura dopo qualche mese. Molte cose non saranno mai più come prima.

In sintesi, Lichfield afferma che ogni Paese ha bisogno di fare come l’Italia, cioè appiattire la curva dei contagi. Imporre un distanziamento sociale per rallentare la diffusione del virus ed evitare il collasso del sistema sanitario.

Ciò implica che la pandemia potrà durare, attenuata, fino a quando non si trovi un vaccino.

Quanto tempo ci vorrà?

Difficile fare previsioni di quali e quanti cambiamenti ci aspettano.

Comunque, nell’attesa della tanto attesa cura, finché qualcuno nel mondo avrà il virus, senza controlli rigorosi le epidemie continueranno a ripetersi.

Si rischia di dover imporre misure di distanziamento sociale più estreme ogni volta che i ricoveri nei reparti di terapia intensiva inizieranno ad aumentare e attenuarli non appena i ricoveri diminuiranno.

Quindi, sostiene Lichfield, non si sta parlando di una rivoluzione temporanea. È l’inizio di uno stile di vita completamente diverso. Bisogna imparare a vivere in uno stato di pandemia.

Secondo Technology Review, a breve termine ciò sarà estremamente dannoso a livello economico, soprattutto per le aziende che basano il loro business su l’aggregazione di persone.

Dai bar alle palestre, dai cinema ai centri commerciali, dalle fiere agli eventi sportivi, dalle compagnie aeree alle scuole private e così via.

Ci sarà comunque una stagione
di adattamento

Ognuno cercherà di trovare la propria strada, poi, ad esempio, le palestre cominceranno a vendere attrezzature per esercizio a casa e fare sessioni online.

Vedremo un’esplosione di nuovi servizi di quella che si può già definire la Shut-in economy (economia delle app).

A breve termine, probabilmente troveremo compromessi più o meno validi che ci permetteranno di mantenere una certa parvenza di vita sociale e di adattarci ai cambiamenti richiesti.

Le sale cinematografiche toglieranno metà dei loro posti, le riunioni si terranno in sale più grandi con sedie distanziate e le palestre richiederanno di prenotare gli allenamenti in anticipo, in modo che non si affollino.

I controlli dovranno essere più ferrei, in nome della salute pubblica. Si possono vedere i primi segnali nelle misure che alcuni paesi stanno prendendo.

Ad esempio, Israele utilizzerà i dati di localizzazione dei cellulari, con cui i suoi servizi segreti rintracciano i terroristi, per rintracciare le persone che sono state in contatto con i portatori noti del virus.

Nessuno sa esattamente come sarà questo nuovo futuro

Ma si può immaginare un mondo in cui, per poter salire su un volo, si dovrà essere iscritti a un servizio che tracci i nostri spostamenti attraverso il telefono. Per sapere se siamo stati vicini a persone infette o a punti caldi della malattia.

Ci si adatterà anche a queste misure, così come ci si è adattati ai sempre più severi controlli di sicurezza aeroportuale in seguito agli attacchi terroristici.

La sorveglianza invasiva sarà considerata il prezzo da pagare per la libertà fondamentale di stare con altre persone.

Ecco qui, per chi può essere interessato, il link all’articolo completo di Gordon Lichfield, tradotto in italiano: https://www.dagospia.com/rubrica-39/salute/39-39-vita-non-tornera-normalita-poche-230600.htm

Il mondo è cambiato molte volte
e sta cambiando di nuovo

Tutti noi dovremo adattarci a un nuovo modo di vivere, di lavorare e di creare relazioni.

Ma come per tutti i cambiamenti, ci saranno alcuni che sapranno adattarsi meglio degli altri. E saranno quelli che potranno cogliere appieno le opportunità scaturite da questa crisi universale.

E’ il momento di uscire dalla cosiddetta “zona di confort” e di affrontare le nostre convinzioni depotenzianti. Ti invito a leggere ancora una volta il mio articolo https://venderenoproblem.it/convinzioni-chi-siamo/

Ogni periodo buio è, storicamente, seguito da un’epoca di luce. Dopo il Medioevo abbiamo avuto il Rinascimento. Dopo la seconda guerra mondiale il boom degli anni sessanta.

Approfittiamo del tempo che abbiamo a nostra disposizione per una riflessione profonda e per “affilare la lama” (vedi il post https://venderenoproblem.it/affilare-lama/).

Solo così, quando l’emergenza sarà passata, saremo pronti a ripartire alla grande!

Buone vendite a tutti. Vendere? No Problem 😉

P.S. Se qualcuno vuole approfondire altri aspetti del dopo-crisi, ecco altri due interessanti articoli che esaminano l’aspetto sociologico e quello politico:
David Grossman – https://www.unisob.na.it/inchiostro/index.htm?idrt=9391
Marcello Veneziani – http://www.marcelloveneziani.com/articoli/il-mondo-che-verra-dopo-il-virus/

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